Le ragioni di Pannella
Di Admin (del 21/05/2009 @ 14:46:55, in politica, linkato 967 volte)
da Corriere della Sera del 21 maggio 2009, pag. 1
Marco Pannella è in sciopero della fame e della sete dalla sera del 15 maggio. Solo tre italiani su cento, sostiene, sanno dell`esistenza della sua lista. La Rai, accusa, non gli concede gli spazi a cui avrebbe diritto. E, ancora una volta, il vecchio leone radicale mette in gioco la sua vita in una sfida che va ben oltre l`ambito recinto del palazzo di viale Mazzini. Dove proprio ieri, al settimo piano, il consiglio di amministrazione ha proceduto ad una prima sventagliata di nomine dell`era terza berlusconiana. C`è voluto un anno per arrivarci, dopo le elezioni che hanno riportato il centrodestra a palazzo Chigi con una maggioranza ben più ampia di quella con la quale il governo Prodi non si era comunque risparmiato dal metter mano alla struttura di vertice della televisione pubblica. Uno spoils system in salsa partitocratica che ripropone ogni volta il copione di una spartizione del potere secondo schemi a geometria più o meno fissa. E ogni volta si dice, si scrive, si ripete, che sarà l`ultima, che il sistema va cambiato. Eppoi, però, si cambia nei criteri e successo con l`approvazione della legge Gasparri - ma non nella sostanza. Va detto con chiarezza che le critiche non riguardano lo spessore dei singoli (che come in qualsiasi contesto di nomine varia di caso in caso) ma un metodo che rischia di lasciare anche sull`operato del miglior professionista l`ombra della partigianeria. Le circostanze che il presidente del Consiglio sia anche il proprietario di Mediaset, che più di una volta di nomine Rai si sia parlato in riunioni tenute nella sua residenza romana, a Palazzo Grazioli e che, infine, si sia ad un passo da un`importan- te tornata elettorale, sollevano dubbi legittimi e fanno gridare l`opposizione. La quale, però deve avere, nella migliore delle ipotesi, una memoria ben corta visto che sembra dimenticare quanta parte ha avuto - sempre - nelle logiche spartitorie. Talchè, tuttora, mentre con il megafono attacca la maggioranza e ordina ai suoi consiglieri di amministrazione di abbandonare la riunione che sta per procedere alle nomine, sottovoce litiga al suo interno per le scelte che riguardano la terza rete, quella che la lottizzazione storicamente gli assegna. Né si può dimenticare lo spettacolo, che si è trascinato per mesi, di un`opposizione che non è stata in grado di compattarsi in maniera credibile dietro un autorevole candidato perla presidenza della Commissione di Vigilanza sulla Rai e di una maggioranza che ha avuto buon gioco nel bocciare uno dietro l`altro i tanti nomi proposti più o meno ufficialmente. Fino a quello di Sergio Zavoli, un grande della storia del giornalismo, ora senatore Pd, classe 1923. Così alla fine, mentre la figura incombente di Pannella torna, con i suoi consueti eccessi, a far da bandiera alla lotta contro la partitocrazia, vien da riflettere se per caso non sia arrivato il momento di ammettere che ha ragione. Estirpando alla radice questo male che mina e discredita la nostra democrazia.
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